Le curiose maschere apotropaiche di Alberobello

Pubblicato da Alberobello.com il

Quella delle divinità domestiche e delle forze ultraterrene legate alla casa, è una credenza popolare che esisteva, molto forte, già presso gli antichi romani. Secondo la tradizione romana, alcune di queste numerose divinità domestiche, risiedevano proprio sull'uscio di casa. Spesso infatti, alcuni riti legati ad eventi delicati ed importanti della vita familiare (nascite, morti, matrimoni, eventi stagionali), venivano celebrati con una cerimonia particolare proprio davanti all'ingresso della propria casa.

Quello di adornare la facciata di casa con una maschera apotropaica (che serve cioè ad allontanare influssi magici e maligni), può facilmente ricondursi dunque a tempi molto remoti.

In tutta l'Italia meridionale, molte di queste credenze si sono tramandate fino a tempi non sospetti, ed è ancora possibile vedere moltissimi esempi di mascheroni apotropaici, realizzati ancora fino ai primi anni del Novecento.

Ad Alberobello, pur essendo un abitato piuttosto recente, esistono numerose testimonianze di maschere apotropaiche. Queste risalgono quasi tutte agli anni '70 ed '80 dell'Ottocento, quando Alberobello visse una foga espansiva edilizia di tipo palazziale, con la creazione di nuove e moderne strade come Corso Trieste e Trento e Corso Nazionale, ed è proprio in questo tipo di edifici, non nei trulli, che è possibile osservare queste figure scaramantiche.

È interessante osservarle perché spesso dicono molto sulla comunità alberobellese di un tempo, ma anche per il loro discreto valore artistico. Purtroppo non ci è dato conoscere i nomi degli abili scalpellini che le hanno prodotte, che in quel particolare ventennio dovevano aver raggiunto un notevole grado di maestria. Basti osservare tutti gli elementi decorativi dei palazzi in stile neoclassico, o il lavoro degli stessi effettuato nel cimitero monumentale di Alberobello, per capire l'ottimo livello di abilità scultorea raggiunto ad Alberobello, che trascendeva ormai la costruzione di soli edifici a secco.

Maschere apotropaiche Alberobello
Alzando lo sguardo, è possibile notare la principale caratteristica di queste maschere, la lunga lingua, che ad Alberobello diventa esageratamente lunga. Questa tipo di raffigurazione ha uno scopo ben preciso: tenere fuori le malelingue, l'invidia. Nella foto:
  1. Via Ten. Cucci
  2. Via Cesare Battisti
  3. Corso Trieste e Trento
  4. Via Monte Sabotino
  5. Largo Trevisani

Maschere apotropaiche Alberobello
Spostandoci in via Dante Alighieri, troviamo una curiosa presenza di un uomo baffuto ed una donna dall'aspetto serio, sormontati da due rapaci. In alcune masserie del nord barese, esiste l'usanza di esporre rapaci morti sopra le porte degli edifici (rito che si ritrova addirittura nelle Metamorfosi di Apuleio), volto a scongiurare le razzie dei falchi nel pollaio, ed in genere, per tenere lontane le disgrazie. L'interpretazione che si può azzardare in questo caso è che i volti siano dei ritratti dei proprietari, e i rapaci apotropaici li sormontino quasi a volerli proteggere.

Maschere apotropaiche Alberobello
Molto curiosa invece la maschera apotropaica presente in via Piave, una scimmia. Nella simbologia cristiana, la figura della scimmia è associata a lussuria o invidia. L'atto di mordersi la mano, ancora una volta, fa protendere l'interpretazione verso l'invidia. A quanto pare, un sentimento a quel tempo molto provato e temuto.

Maschere apotropaiche Alberobello
Nel palazzo di fronte a quello con la scimmia, troviamo il busto di una donna con gli occhi chiusi. In alcune parti della Puglia, queste raffigurazioni femminili vengono chiamate “Fate”, protettrici della famiglia e della casa, legate anche alla tradizione favolistica. Si dice che questi spiriti benigni abitino negli androni delle scale, nei sottoscala e nelle stalle, e non sia saggio entrare in casa a chi provi sentimenti negativi verso queste figure femminili.

Maschere apotropaiche Alberobello
Anche in Corso Trieste e Trento, ritroviamo una figura femminile come quella di via Piave, affiancata dall'uomo linguacciuto già visto nella prima foto.

Maschere apotropaiche Alberobello
A dir poco inequivocabile è lo scopo di una delle maschere più pittoresche di Alberobello. Si Trova in Via De Amicis ed il suo messaggio è ben chiaro: Belzebù stai lontano da qui!

Maschere apotropaiche Alberobello
Di più difficile interpretazione è quest'Uomo Barbuto, presente in Via Cesare Battisti, sormontato da una stella a sei punte, ed affiancata da figure floreali ed animali, purtroppo molto rovinate, si riconoscono in basso due coppie di uccelli avvinghiati ad un albero e sormontati, da quelle che potevano essere due figure leonine.

Maschere apotropaiche Alberobello
Andando avanti nel tempo, negli edifici costruiti negli anni '20 del Novecento, le figure più rappresentate diventano il ferro di cavallo, noto portafortuna e le forbici. Alcune volte impresse nel cemento fresco davanti all'uscio. Anche lo scopo delle forbici era quello di “tagliare” le malelingue.

Un'altro filone interessante di maschere in pietra, lo si può trovare nel cosiddetto “Quartiere artigianale degli anni '20” di Alberobello, sulle quali però rimandiamo ad un articolo dedicato.

Bibliografia: Beatrice Andriano Cestari - "Le maschere apotropaiche di Andria, angeli e demoni sulla città"


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